“Acireale e la sua storia” a cura di Mariella Di Mauro

HOTEL TRINACRIA

 

Il nostro occhio di acesi, da molti decenni, è abituato a vedere  la meravigliosa piazza Duomo o “piano” del Duomo, così come anticamente veniva chiamata, grande, armoniosa che ad un certo punto permette di vedere su, dritto dritto, tutto il corso Umberto, ampio e fiancheggiato da sontuosi palazzi. Alla fine dell’Ottocento la visuale della suddetta strada era ostruita da alcuni edifici che arrivavano, quasi, vicino alla cattedrale e rendevano l’attuale via principale di Acireale stretta e con case assiepate. Uno di questi fabbricati era il palazzo Trinacria completato nel 1835, situato, più o meno, dove adesso c’è la banca Commerciale. Inizialmente fu assegnato come abitazione dell’autorità politica circondariale e dei sottoprefetti, successivamente fu adibito ad albergo e prendeva lo stesso nome: Hotel Trinacria. Il suo direttore, Nunzio Musmeci, ne era anche il proprietario. L’albergo era molto frequentato  perchè era centralissimo dato che era vicino alla posta allora allocata in piazza Duomo, e perché, spesso, i suoi avventori non potevano permettersi i prezzi e il lusso del Grand Hotel. I suoi clienti abituali erano commercianti del settore vinicolo o del settore del cuoiame che si produceva a Capo mulini, agenti commissionari, spedizionieri di agrumi, o altri che tessevano rapporti con i numerosi gioiellieri della città, a questi si aggiungevano molti artisti di passaggio o impegnati negli spettacoli in città o nelle zone vicine. Il pianterreno del palazzo ospitava il circolo di nobili, arredato con poltrone rosse ed enormi specchi dorati. Per questi signori, riunirsi in questa sala per molte ore al giorno, era un piacevole passatempo, chiacchieravano del più e del meno e allo stesso tempo avevano sempre l’occhio ai “movimenti” esterni! Al piano superiore, proprio affacciata sulla piazza, c’era una stupenda sala da pranzo, anch’essa molto frequentata, soprattutto se era necessario incontrarsi per un pranzo di lavoro e non si desiderava invitare a casa. L’Hotel Trinacria, inoltre, era conosciuto per la “pulitezza”, l’ottima cucina e per i prezzi accessibili. Poi nel 1916 il palazzo fu demolito, assieme alle case adiacenti, dopo numerosi e vivaci contrasti e polemiche che colorirono per diversi mesi i dibattiti e gli scambi di vedute di tutti quelli che ogni giorno si incontravano in piazza o che abitualmente sostavano nel salone o nelle sue vicinanze. La demolizione, però, proprio come previsto, permise di attuare il “colpo d’occhio” che ancora oggi abbiamo il piacere di ammirare Piazza Duomo-Belvedere, come allora veniva chiamato corso Umberto.

Mariella Di Mauro

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Informazioni su Rita Caramma

Giornalista, scrittrice, poeta, autrice di testi teatrali e operatore culturale. Pubblicazioni: "Nella mia ricca solitudine" (Il Filo - Roma), "Retrospettive dell'inquietudine" (Zona - Arezzo), "Il ragno" (Artencircolo - Acireale), "Vestale di maschere" (Zona - Arezzo), "Ti parlero' d'amor" (Drepanum - Trapani). Per contatti, potete andare sul profilo omonimo di facebook o sulla pagina di cultura e spettacolo della stessa, sempre su facebook, dal titolo "Qualcosa da dire".

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