Ammagatrici (A&B ed.) di Marinella Fiume – recensione di Rita Caramma

Pubblicato su “Art a part of culture” – 19/05/2019

Belle, intriganti, fiabesche, magiche: come non definire così, le storie che di volta in volta, Marinella Fiume, scrittrice notinese, ci presenta in “Ammagatrici” (A&B editore)?

Una raccolta appena edita che presenta undici racconti, undici protagoniste, undici vicende intrise di pagine di storia, di leggenda, di mitologia.

E, come non rimanere colpite dal fascino che trasuda da ciascuna pagina, che l’autrice, una delle voci femminili contemporanee più vere della nostra letteratura,   fa emergere di volta in volta, da narrazioni ricche di umana necessità che colorano il sentire del lettore  di sensazioni, emozioni, riflessioni, mai scontate o banali.

E se l’emozione la fa da padrone, la narrazione segue il suo corso ed esplode, ora nelle paure di una giovane che si trova a intrecciare un apparente dialogo muto con  la Sibilla Etna, ora nelle fattezze di una giovane ebrea che ha perduto la verginità, ora in quella di  un’ eterea Virdimura in una vibrante Catania del 1300.

Oppure, come non rimanere incantati da una sirena, amante riamata che porterà per sempre il suo uomo con sé là, in quel mare azzurro e infinito, da dove emerse un giorno?

Narrazioni  che si snocciolano tra le pagine di una lettura che nemmeno per un secondo perde il ritmo incalzante, la sapiente scrittura, l’eleganza e la raffinatezza stilistica tipica della Fiume.

E, come non sentire forte e senza tempo  il legame, indissolubile che affiora tra madre e figlia e  che mai viene meno, nonostante la morte, nonostante gli anni che scorrono veloci, nonostante la fine dei giorni, che, poi, fine non è.

Quanta ricchezza d’animo ritroviamo in quelle paure, in quelle sfaccettature, in quelle vicende ambientate in periodo cronologicamente  lontani, seppure vicini nell’accorto intreccio narrativo. E, ritroviamo tanto su cui riflettere, tanto quanto la veridicità che ogni racconto assume  nell’immancabile e necessario romanzare, nell’incalzare salvifico dell’immaginazione, in quel surreale incanto romanzato.

Undici storie da leggere e che si colorano delle stagioni e del sussurrare del vento che la vera letteratura regala, quella fatta di una sensibilità che trova ora il sorriso, ora il pianto in quel meraviglioso regalo dell’essere una strega, una dea, una donna.

 

Rita Caramma

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Informazioni su Rita Caramma

Giornalista, scrittrice, poeta, autrice di testi teatrali, critico letterario e d'arte contemporanea. Collabora, tra l'altro, con "La Sicilia", "Art a part of culture" e "Frammenti di pace". Pubblicazioni: per la poesia "Nella mia ricca solitudine" ( Il Filo - Roma - 2005), "Retrospettive dell'inquietudine" (Zona - Arezzo - 2008), la poesia in rima "Il ragno" (Artencircolo - Acireale - 2007). Per il teatro: "Vestale di maschere" (Zona - Arezzo - 2010). Il 2016 è l'anno dell'autoantologia poetica "Ti parlero' d'amor" (Drepanum - Trapani). Per la narrativa "Tecla" (Youcanprint ed. 2017). E' appena edita la raccolta di poesie "Parole di carta, parole di cartone" (Youcanprint ed.) . Ha curato la raccolta di poesie "Sicilia tra versi sparsi" (Giulio Perrone ed.) e la raccolta di racconti "Voci di Sicilia". Nel 2017 ha collaborato all'ottimizzazione dei testi per dieci documentari sugli immigrati italiani a Mar del Plata per una produzione italo-argentina. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari a livello nazionale e internazionale, tra questi, nel 2010 il premio "Ercole Patti". Per contatti, potete andare sul profilo omonimo di facebook o sulla pagina di cultura e spettacolo della stessa, sempre su facebook, dal titolo "Qualcosa da dire", oppure potete scrivere a ricaram@libero.it

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