La mia recensione a Le stanze dello Scirocco di Cristina Cassar Scalia pubblicata su art a part of culture

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Si respira l’odore forte della Sicilia, con i suoi colori e i suoi affanni. Si respira attraverso le strade e i palazzi baronali, le tradizioni e gli squarci di cielo ripresi dalla macchina fotografica che Vicki Saglimbeni,  protagonista de Le stanze dello Scirocco (Sperling & Kupfer), usa come compagna di viaggio in quelle strade e vicoli di una Palermo sconosciuta e affascinante, generosa e  misteriosa.

Nuova fatica letteraria di Cristina Cassar Scalia, medico di professione, scrittrice per passione, il romanzo sa cogliere le atmosfere tipiche di una terra di sofferenza e speranza, di fioriture eccezionali e di aspri territori.

E queste dimensioni, in un’adeguata  trasposizione, si ritrovano nei protagonisti rappresentati a tinte forti, come la stessa Vicki, dal temperamento ribelle e insofferente al pensiero benpensante di buona parte di chi la circonda in quegli anni a cavallo tra gli  Sessanta e Settanta, forieri di cambiamenti sociali e culturali non indifferenti.
Così, come il padre Enzo, notaio affermato che dopo decenni trascorsi nella Roma capitale, decide di rientrare nell’isola, per ritrovare ciò che ha lasciato e per lasciare ciò che di lui rimarrà.
Così come zia Rosetta, la cui esistenza è segnata da un grande rimpianto e da tanto amore.

E, ancora, gli altri personaggi che si smarriscono e si ritrovano tra le righe del racconto, corposo e intrigante, dove il ritmo narrativo non perde la sua forza nel dipanarsi degli eventi incorniciati da un’isolitudine che trapela con deferenza.

Un testo ricco di delicati sentimenti e di inaspettati eventi,  una bella  storia destinata a farci compagnia con eleganza e spessore d’intenti.

                            Rita Caramma (da art a part of culture 06/12/2016)

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Informazioni su Rita Caramma

Giornalista, scrittrice, poeta, autrice di testi teatrali, critico letterario e d'arte contemporanea. Collabora, tra l'altro, con "La Sicilia", "Art a part of culture" e "Frammenti di pace". Pubblicazioni: per la poesia "Nella mia ricca solitudine" ( Il Filo - Roma - 2005), "Retrospettive dell'inquietudine" (Zona - Arezzo - 2008), la poesia in rima "Il ragno" (Artencircolo - Acireale - 2007). Per il teatro: "Vestale di maschere" (Zona - Arezzo - 2010). Il 2016 è l'anno dell'autoantologia poetica "Ti parlero' d'amor" (Drepanum - Trapani). Per la narrativa "Tecla" (Youcanprint ed. 2017). E' appena edita la raccolta di poesie "Parole di carta, parole di cartone" (Youcanprint ed.) . Ha curato la raccolta di poesie "Sicilia tra versi sparsi" (Giulio Perrone ed.) e la raccolta di racconti "Voci di Sicilia". Nel 2017 ha collaborato all'ottimizzazione dei testi per dieci documentari sugli immigrati italiani a Mar del Plata per una produzione italo-argentina. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari a livello nazionale e internazionale, tra questi, nel 2010 il premio "Ercole Patti". Per contatti, potete andare sul profilo omonimo di facebook o sulla pagina di cultura e spettacolo della stessa, sempre su facebook, dal titolo "Qualcosa da dire", oppure potete scrivere a ricaram@libero.it

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