L’amurusanza di Tea Ranno – recensione di Rita Caramma

“Art a part of cult(ure)” – 25/06/2019

Un romanzo che profuma di speranza e poesia.

Un romanzo che racchiude una storia d’amore fra Costanzo, onesto e altruista, e la moglie Agata, bellissima e sensuale.

Ma è anche un romanzo che conserva  e custodisce in quelle strade riscaldate dal sole rovente delle estati siciliane, un legame fortissimo con  la propria terra, la lotta per  ideali belli e trasparenti che si contrappongono a logiche di potere, genuflesse solo  al cospetto del  denaro, non sempre pulito, anzi.

Così, ne “L’amurusanza” (Mondadori ) di Tea Ranno.

Scrittrice siciliana di successo, l’autrice rivela uno spaccato quasi cinematografico dove trovano collocazione personaggi delineati con grande maestrìa per una narrazione che fluisce fresca e sapiente, nonostante l’amarezza dei temi trattati che si colorano con i sapori e  le sfumature del mare di  Sicilia.

Il mare, la rigogliosa campagna, una tabaccheria dove trovi dolciumi e quant’altro possa compiacere il palato, tracciano la linea di una narrazione piena e coinvolgente.

Bellissimo il ritratto dei protagonista Costanzo, che non vuol cedere la sua terra a “Occhia janchi” e ai suoi “bravi”, come bellissima nel corpo e nell’anima è Agata, decisa a proteggere l’amore per il marito scomparso prematuramente dal travolgersi colpevole degli eventi, decisa a proteggere la Saracina, florido terreno che, nell’intenzione di amministratori locali disonesti  dovrebbe diventare fonte di arricchimento con una devastante cementificazione.

La lotta è difficile, ma in nome di quell’amurusanza, che vuol dire amorevolezza, Agata va avanti, scoprendo che se da una parte vige l’ingiustizia e l’arroganza, dall’altra si scoprono, a poco, a poco, persone dall’animo buono.

Un romanzo da leggere con attenzione, da centellinare con cura, perché ha in sé da una parte  tutta la scorrevolezza di una storia originale che reclama di essere narrata, dall’altra tanta poesia mista e  un tocco  di magia.

Convince sempre la Ranno e in questo testo ancora di più, per la fascinosità  che emerge dalle pagine, cartoline da custodire gelosamente in quel richiamo di vita che mai viene meno nel testo.

Un libro da leggere in questa calda estate, come frescura desiderata, quella che l’autrice sa regalarci, con naturalezza e ingegno.

                                                                                        Rita Caramma

lamurusanza

 

Senza categoria

Informazioni su Rita Caramma

Giornalista, scrittrice, poeta, autrice di testi teatrali, critico letterario e d'arte contemporanea. Collabora, tra l'altro, con "La Sicilia", "Art a part of culture" e "Frammenti di pace". Pubblicazioni: per la poesia "Nella mia ricca solitudine" ( Il Filo - Roma - 2005), "Retrospettive dell'inquietudine" (Zona - Arezzo - 2008), la poesia in rima "Il ragno" (Artencircolo - Acireale - 2007). Per il teatro: "Vestale di maschere" (Zona - Arezzo - 2010). Il 2016 è l'anno dell'autoantologia poetica "Ti parlero' d'amor" (Drepanum - Trapani). Per la narrativa "Tecla" (Youcanprint ed. 2017). E' appena edita la raccolta di poesie "Parole di carta, parole di cartone" (Youcanprint ed.) . Ha curato la raccolta di poesie "Sicilia tra versi sparsi" (Giulio Perrone ed.) e la raccolta di racconti "Voci di Sicilia". Nel 2017 ha collaborato all'ottimizzazione dei testi per dieci documentari sugli immigrati italiani a Mar del Plata per una produzione italo-argentina. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari a livello nazionale e internazionale, tra questi, nel 2010 il premio "Ercole Patti". Per contatti, potete andare sul profilo omonimo di facebook o sulla pagina di cultura e spettacolo della stessa, sempre su facebook, dal titolo "Qualcosa da dire", oppure potete scrivere a ricaram@libero.it

Precedente Pomeriggi perduti di Michele Nigro (ed. Kolibris) - recensione di Rita Caramma Successivo L'albatro (Neri Pozza ed.) di Simona Lo Iacono - recensione di Rita Caramma